domenica 20 maggio 2012

L'onda bestiale...strazio a Brindisi.

Che senso ha straziare delle studentesse? Che senso ha trovare un colpevole per poi giudicarlo civilmente?
Dove sta la civiltà in tutto ciò?
E' da poco iniziato, il processo presso la corte dell’Aja nei confronti di Ratko Mladic, il boia di Srebrenica, accusato di crimini di guerra e contro l’umanità.
Tale vergogna non poteva passare inosservata in un Europa che si crede civile.
Tutto si deve riportare in un ordine che sa di routine noiosa, ma che poi è la vita, la nostra vita, protetti dalle forze dell'ordine fino a che ci si scopre vulnerabili, bersagli.
Strategia del terrore.
Doveva accadere nella forma più tragica, cambiando la vita a delle ragazzine, e per una di queste innocenti finire l'esistenza in un Sabato di Maggio.
Prendetevela con i potenti, con gli agenti armati, con i centri di potere.
Destabilizzare la popolazione rafforza lo Stato.
Siamo in Italia non nei Balcani, l'onda bestiale ci ha investito, poichè questo è solo il gesto di un folle, nessun delinquente o criminale avrebbe fatto una cosa del genere.
Resto stupefatto dalle parole di Grillo, "ce lo dovevamo aspettare"...ma cosa? Inseguire la scia di sangue innocente, per arrivare ai vostri  traguardi ? Non è edificante.
Pure io mi aspetto una bomba in metropolitana in mezzo alla gente, non ci sono controlli, i dipendenti ATM sono seduti, pagati, ignari, di tutto ciò che accade fuori dal gabbiotto: i salti delle barriere degli atletici non pagatori, la fiumana di gente che quotidianamente si riversa giù inerme..: manca responsabilità civile.
Aspettare, affidarsi alla provvidenza, o ad una copertura assicurativa , se non ad una medaglia od a una targa commemorativa è da folli.
La triste storia mi ricorda ancora una volta la frase finale del film Runaway train (A 30 secondi dalla fine) del 1985. E' una frase di Shakespeare dice:
"Scellerato, tu non conosci alcuna legge, né di Dio né degli uomini: non v'è belva tanto feroce che non abbia qualche senso di pietà.
 Ma io non ne ho alcuno, sicché non sono una belva."
E non poteva essere più appropriata agli autori di un simile gesto.









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